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Nel maggio 2002 il Parco
Naturale della Valle del Ticino, ha acquisito la proprietà dell’area
Casone-Montelame, situata nel territorio del Parco all’interno
del comune di Pombia.
Si tratta infatti dell’acquisizione pubblica di un’area
vasta oltre 210 ettari (160 a bosco e 50 a prato), di grande
pregio naturalistico, con riserve naturali speciali e aree
di conservazione agricola, boschi, roggia, brughiere, contenuti
in una penisola disegnata dalle anse del fiume e con strutture
edilizie (Cascina Casone, Mulino, Cascina Montelame con stalle
e galoppatoio coperto, Cascina Colombara) che si prestano a
vari usi.
Il primo passo è stato compiuto: il Casone-Montelame
da maggio è di proprietà del Parco del Ticino.
Subito dopo l’acquisto dell’area, vista la situazione
di forte degrado dovuta al prolungato inutilizzo delle strutture,
l’Ente ha provveduto ad una prima operazione di grossa
pulizia di edifici, terreni e delle strade circostanti. Ora
si apre la fase più complessa, ovvero quella della elaborazione
di un progetto di gestione.
Il Casone-Montelame, è un ambiente di alto pregio naturalistico:
riserve naturali speciali, aree di conservazione agricola,
boschi, rogge e brughiere, il tutto confinato in un’ansa
del fiume. E' anche un complesso edilizio composto da due cascine,
che danno il nome all’intera zona, di cui una con stalle
e galoppatoio coperto e da un mulino. Queste strutture, ora
che sono diventate di proprietà pubblica, ben si prestano
ad altri usi a vantaggio della comunità e comunque sempre
nel rispetto delle finalità contenute nella Legge istitutiva
del Parco. Ed è proprio questo lo spirito, condiviso
anche dalla Regione Piemonte che ha finanziato gran parte dell’operazione,
che ha mosso il Parco all’acquisto dei beni.
Obiettivo del progetto di recupero del Casone-Montelame, che
prevede interventi di manutenzione straordinaria, è dotare
il Parco di strutture di accoglienza oggi mancanti e dar vita
ad un circuito di carattere agricolo con finalità didattiche,
tecniche e scientifiche.
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Una gestione che
guarda più al sociale che al profitto.
Poiché l’Ente non ha il personale per poter gestire
direttamente la struttura occorrerà trovare – e
i contatti sono in corso – un soggetto esterno a cui
affidare la conduzione dell’area.
Il modello di gestione
a cui ci si ispira deve tener conto delle necessità di
tutela e valorizzazione del patrimonio naturale costituito
dalla flora e dalla fauna di questa zona, molto ricca e di
particolare pregio. Inoltre deve coniugare le necessità di
fruizione sociale dell’area con la sperimentazione di
nuove tecniche di agricoltura biologica che rappresentino uno
stimolo per l’introduzione delle produzioni biologiche
su vasta scala nel territorio del Parco.
E’ significativo
infine dimostrare che il modello di gestione che verrà realizzato
sia economicamente sostenibile e costituisca nei prossimi anni
un punto di riferimento per gli imprenditori agricoli che operano
nel Parco.
Con l’esperienza del Casone-Montelame si dimostra, dunque,
che anche un Parco naturale è in grado di produrre occasioni
di lavoro pur restando nell’ambito del rispetto dell’ambiente.
L’importante ruolo che il Parco gioca in questa iniziativa è proprio
quello di trovare, e garantire in futuro, il giusto equilibrio
tra l’interesse economico, l’aspetto sociale dell’intervento
e il rilancio della collaborazione con le Amministrazioni locali.
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Ancora troppo presto
per parlare di inaugurazione.
Parlare di tempi ora è piuttosto prematuro. Da un lato siamo ancora
nell’importante fase del confronto politico: come Parco auspichiamo una
sinergia con tutti gli 11 Comuni dell’area protetta. Dall’altro,
si deve procedere ancora alla progettazione tecnica degli interventi di manutenzione
straordinaria per cui ora, conclusi i rilievi degli immobili, è in corso
la stesura del progetto di riqualificazione dell’area. Per quanto concerne
i lavori agricoli, entro la primavera provvederemo ad una sistemazione dei
campi così da non perdere la stagione produttiva. Successivamente, interverremo
sulla viabilità e sulla rete irrigua per garantire una completa funzionalità dell’area.
La gestione del Casone rappresenta un’ulteriore sfida per l’Amministrazione
del Parco, impegnata su più fronti nella tutela della Valle del Ticino.
Per ottenere risultati concreti, i nostri sforzi non possono essere isolati,
ma devono trovare attenzione e sensibilità a tutti i livelli istituzionali
attivando quelle energie positive che sono anche in questo caso auspicabili
e necessarie.
Prof. Pietro Mocchetto
Presidente del Parco del Ticino |