Dalla
Peschiera sul fiume al Bosco del Monte
L’itinerario TT1 (Ticino Trekking 1) parte dal Parco Comunale "Giovanni
Sibiglia", dove l’edificio del Cantinone attualmente ospita
la Biblioteca Comunale, e dove sono collocate ricostruzioni di reperti
che testimoniano la Cultura di Golasecca, importante civiltà dell’Età del
Ferro che si insediò in queste terre.
Seguendo le indicazioni del segnavia rosso-bianco-rosso, ci si incammina
lungo le vie del paese: strade tranquille, che passano accanto ad abitazioni
di recente costruzione o che fiancheggiano edifici che rappresentano
la memoria storica di Castelletto, come l’ ex-filatoio, conosciuto
come il "setificio", ora adibito a laboratorio di restauro
di opere d’arte.
Lasciate le ultime case di via Belfanti, si scende leggermente piegando
a destra in direzione del fiume, entrando nel territorio del Parco Naturale
del Ticino. Passato il viadotto dell’autostrada e un piccolo nucleo
abitato, si imbocca il sentiero che porta in vista del fiume e prosegue,
costeggiandolo, attraverso un piccolo bosco. La sponda del fiume è caratterizzata
dalla presenza di alcuni esemplari di Ontano , alberi che affondano le
radici nelle immediate vicinanze dell’acqua e protendono i loro
rami sulla lenta corrente.
Il sentiero, al termine del bosco, sbocca in uno spazio aperto e arriva
in vista della Diga della Miorina, costruita per il controllo del livello
del Lago Maggiore.
L‘itinerario prosegue ampio e pianeggiante, supera l’area
attrezzata, che si affaccia sul Ticino fra salici e ontani, e raggiunge
l’area parcheggio del Parco del Ticino, chiamata "Cimilin",
dove imbocca la pista ciclabile. Nel tratto di fiume antistante si vedono
emergere dall’acqua pali allineati in forma di V aperta verso la
Diga: è ciò che rimane di una delle numerose peschiere,
che una volta si trovavano nel fiume, l’ unica ancora visibile.
La sponda, dapprima prato che scende dolcemente verso il fiume, si ricopre
poi della vegetazione propria delle rive, con esemplari di ontano, salice,
pioppo, tra cui si contendono spazio edera e cespugli di rovo e caprifoglio.
Si raggiunge il punto detto "Fontanino", per arrivare, poco
oltre, all’ ingresso della Fondazione Morino, dove è stato
realizzato un percorso botanico permanente che si estende sul pendio
della collina, per divulgare il patrimonio floristico e vegetazionale
del luogo.
Alla sinistra, il Ticino, molto ampio in questo tratto, prosegue lento,
e nelle sue divagazioni ha dato origine ad una piccola lanca, un ramo
di acque dalla corrente quasi sospesa e impercettibile dove, specialmente
nei mesi più freddi, trovano riparo gli uccelli acquatici che
vivono intorno al fiume.
Il tratto prosegue ampio e agevole fino alla località "Vernome",
la sponda in leggero pendio che si allarga in prato verde fino a lambire
l’acqua, e piega a destra in leggera salita lungo la pista ciclabile,
che passa sotto la ferrovia della linea Novara – Luino per svoltare,
appena oltre, a destra, su una stradina dal fondo erboso, che si inoltra
nel bosco.
La strada sterrata procede incassata fra i pendii della collina che,
a tratti, presenta profonde spaccature del terreno, lasciando scoperte
le radici degli alberi e permettendo la lettura della stratificazione
geologica del suolo.
Si continua a salire, senza fatica, in mezzo alle ondulazioni più o
meno pronunciate dell’ambiente circostante.
Il sentiero si inerpica per un breve tratto e conduce su un pianoro,
dove si prende a destra, e seguendo costantemente le indicazioni del
segnavia, ci si inoltra in una vasta zona boscosa, denominata Bosco del
Monte, in cui si alternano begli esemplari di pino silvestre, farnia,
castagno e betulla con sottobosco rado e pulito.
Dopo alcuni bivi, la strada sterrata si restringe a sentiero e in leggera
discesa si giunge ad un punto panoramico, delimitato da una breve staccionata,
da cui lo sguardo spazia sulla valle sottostante, verde e rigogliosa.
Si continua prendendo la traccia del sentiero che si inoltra in una zona
dal sottobosco infittito e intricato, per giungere così in vista,
dall’alto, delle prime case dell’ abitato di Dorbiè,
rione del comune di Castelletto Ticino.
Il sentiero scende, dapprima leggermente, poi più ripido, ma il
tratto è breve e pochi passi conducono sulla strada asfaltata.
L’itinerario si snoda tra le case di Dorbiè e scende, passando
nuovamente sotto il viadotto dell’autostrada, fino a incontrare
la strada che porta alla località Cimilin. Svoltando a sinistra
e procedendo poi su Via Vetreria, si fa rapidamente ritorno in paese.
Difficoltà: nessuna
Tempo di percorrenza: 3 ore
Abbigliamento consigliato: scarpe da escursionismo
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