Le lanche
di Cerano
L’itinerario TT2 (Ticino Trekking 2) parte dalla piazza del
Municipio e, seguendo i segnavia bianchi e rossi TT2, prosegue lungo
il viale alberato pedonale che porta alla Chiesa di San Pietro ( fine
XII - inizio XIII sec ), presso il cimitero. L’avvio del percorso è su
comoda strada asfaltata.
A poco a poco ci si lascia alle spalle il paese, le sue case, la nuova
tangenziale e si incontra la dimensione della campagna, accompagnati,
nella bella stagione, dal gracidare di rane nascoste tra le erbe degli
argini di fossi e risaie.
Si procede per circa 2,5 km: la strada, oltrepassato il Naviglio Langosco,
scende nella Valle del Ticino, attraversando un paesaggio di campi, prati,
qualche filare e macchia di alberi e cespugli.
Poco dopo il ponte sul Naviglio Sforzesco, ci si trova in località Bagno
e si entra nel territorio del Parco Naturale della Valle del Ticino,
dove il sentiero TT2 si sovrappone, per un lungo tratto, con la pista
ciclabile.
Il paesaggio che accoglie il camminatore è cambiato: dopo la regolarità delle
forme della campagna coltivata, prende il sopravvento l’elemento
della naturalità, con alberi e arbusti che raccontano il bosco,
con acqua e erbe palustri che raccontano la lanca e la storia passata
del fiume.
Giunti ad uno slargo, si passa dal bosco ad una zona più aperta,
dalla caratteristica vegetazione del dosso, con ginestra e brugo. Qui
si imbocca un sentiero a sinistra leggermente rialzato, tralasciando
la ciclabile che corre parallela al percorso intrapreso, indicando quello
che un tempo fu alveo del fiume, ormai completamente conquistato dalla
vegetazione, che a poco a poco riprende i caratteri del bosco. Ambiente
fresco e ombroso, dominato da begli esemplari di quercia e carpino che
ospitano i giochi d’equilibrio di numerosi scoiattoli.
Il sentiero si riavvicina alla lanca: canneti contornano la sponda, sulla
riva opposta un fitto sipario di salici; in mezzo la ferma trasparenza
dell’acqua permette di vedere il fondo sabbioso e le erbe acquatiche
che vi sono radicate.
Si arriva così in località Casette, dove termina la pista
ciclabile.
Richiamato dal segnavia bianco e rosso, il percorso continua sull’ argine
del Ticino: ci si può fermare a osservare voli di aironi e garzette,
lasciando spaziare lo sguardo sulle ramificazioni del fiume, che sembra
cercare la sua via tra ampie distese di ciottoli.
Proseguendo, il sentiero si ricongiunge alla strada sterrata che passa
poco più all’ interno; si percorre poi, un tratto di sponda
sopraelevata che l’opera dell’ uomo ha modellato in difesa
spondale, costituita da massi rocciosi prossimi alla corrente del fiume
e da una fascia di vegetazione di consolidamento, da poco messa a dimora.
Il cammino prosegue sull’argine prima ampio ora sentiero più stretto
fino ad incrociare una sterrata dove il richiamo bianco e rosso su una
pietra indica di svoltare a destra per intraprendere la via del ritorno,
invertendo il senso di marcia, su una strada dal fondo erboso, che si
inoltra tra farnie, robinie, ornelli, pioppi e, a un piano più basso,
cespugli di nocciolo, sambuco, rovo, rosa canina.
All’ incrocio con un’altra sterrata si prosegue diritto mentre
all’incrocio successivo si svolta a sinistra, come indicato dal
segnavia, imboccando un lungo tratto ampio e agevole immerso tra prati,
filari di pioppo e macchie di robinia.
I puntuali richiami bianchi e rossi portano ad una svolta a destra, verso
la località Mulino Crosa, indicazione confermata dal cartello
del Parco del Ticino.
Si procede sulla larga strada sterrata fino ad attraversare un complesso
rurale disabitato e oltrepassato il canale, si percorre un breve tratto
di asfalto per imboccare nuovamente a destra una sterrata.
Si segue la via a tratti ombrosa e superata un’ampia curva a sinistra,
si ritorna sui passi percorsi all’andata, intraprendendo l’ultimo
tratto di strada asfaltata che risale a sinistra e conduce rapidamente
a Cerano.
Difficoltà: nessuna
Tempo di percorrenza: 3 ore
Abbigliamento consigliato: scarpe da escursionismo
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