Su antiche
strade verso la Valle del Ticino
L’itinerario proposto si snoda nel territorio del Comune di
Pombia, posto sul terrazzo fluviale, in posizione strategica e dominante
sulla valle del Ticino. Da Piazza Martiri della Libertà, antistante
il Municipio, si scende a destra in via Castello, in alto a destra
si intravede l’abside semicircolare dell’oratorio sconsacrato
di San Martino (X-XI secolo). Si procede sulla via dritta e pianeggiante,
in direzione della monumentale chiesa di San Vincenzo in Castro, di
fondazione tardo-antica e dei resti del Castrum Domini, struttura fortificata
a scopo difensivo. La strada conduce dunque alla parte più antica
dell’abitato di Pombia, costeggiando le mura del Castello Arduinico;
giunti in piazza Mazzini, si prende a sinistra Via Torre, stretta strada
asfaltata che, costeggiando a destra un muro di ciottoli e mattoni,
porta, svoltando in questa stessa direzione, all’imbocco della
strada della Snella. L’antica via di comunicazione, pianeggiante
nel primo tratto, scende poi con una serie successiva di curve e conduce
rapidamente fino alla valle. Dall’alto del terrazzo su cui si
distende l’abitato di Pombia occhieggia il campanile di Marano
Ticino, seminascosto dalla vegetazione, e lo sguardo spazia sull’ampia
valle e sul reticolato di corsi d’acqua che la tracciano.
La strada della Snella, segnata nel tratto finale da un basso muretto
a secco di ciottoli di fiume, fiancheggia la linea ferroviaria Novara-Luino,
oltrepassandola grazie ad un passaggio sopra elevato e, mantenendo la
sinistra, sfocia in valle. Attraversato il ponte sul canale Regina Elena,
si procede diritti in un sentierino che scorre immerso in un ombroso
corridoio di vegetazione in mezzo a campi coltivati e che, attraversando
un tratto di pochi metri nel campo, sbocca sulla larga e inghiaiata via
Colombarolo. Poi a destra in direzione della Cascina Colombaia, conosciuta
come Lo Zuccherificio, per via dell’attività produttiva
che vi si svolgeva e che tutt’oggi è testimoniata dalla
presenza di un fumaiolo di mattoni. Alla sinistra un filare di alberi
indica la presenza di una roggia, una fonte sorgiva che fino a qualche
decennio fa, scorrendo copiosa, costituiva una preziosa risorsa energetica
per la lavanderia poco distante. In alto il castello e la Chiesa di San
Vincenzo dominano sulla strada larga, pianeggiante e assolata che scorre
tra campi e prati.
Sull’asfalto a sinistra, verso la località San Giorgio,
e raggiunta si prende a destra in direzione di località Baraggia
Aperta-Casone sempre su asfalto (seguendo le indicazioni segnaletiche
del Parco del Ticino), poi ancora in via Baraggia a sinistra, tralasciando
le indicazioni per il sentiero E1. Si passa a fianco del piccolo rilievo
su cui si trovano i resti di un piccolo edificio religioso dedicato a
San Giorgio, da cui deriva la toponomastica della località poco
distante. Avanti fino a passare il ponte sulla Roggia Molinara, lungo
un percorso asfaltato, ma poco trafficato e ombroso, lungo circa 2 km
fino al parcheggio della Cascina Casone, proprietà del Parco del
Ticino (giunti di fronte al cancello si deve procedere a destra fino
al parcheggio). Si segue a sinistra il segnavia rosso-bianco-rosso TT5
e ci si inoltra nel bosco su un sentiero che, nel primo tratto, scorre
ai piedi dell’altura del motto di Montelame e sul lato opposto
si distende l’ampia e regolare successione di prati, poi svolta
nettamente, invertendo il senso di marcia, in salita a sinistra. La breve
salita conduce alla sommità del motto da cui la vista spazia fino
alla sponda opposta del fiume. Al ritorno, lasciandosi alle spalle il
panorama, diritti in direzione nord per imboccare il sentiero che scende
seguendo le indicazioni del segnavia e, all’asfalto, girare prima
a destra in direzione della Cascina Montelame e poco dopo a sinistra
ad imboccare una strada sterrata nel bosco che seguendo le indicazioni
TT5 porta rapidamente alla presa della Roggia Molinara. Di fronte ad
una sbarra si gira a destra in discesa e si attraversa un ponte con spallette
di ciottoli sulla Roggia Simonetta. Subito dopo il ponte a sinistra,
completamente immersi nel bosco dominato da begli esemplari di carpino,
ontano, tipici del bosco planiziale, orniello , e pino silvestre. Oltrepassato
un ulteriore ponte, simile al precedente, si prende a sinistra per chiudere
il breve tratto ad anello che porta a scoprire la multiforme presenza
dell’acqua in questo territorio. Scorre alla destra un ramo secondario
del Ticino, poco profondo e dal fondo ciottoloso che serve da scolmatore
per l’opera di presa. Rapidamente si attraversano altri due ponti
di cemento con il corrimano di ferro e, fatti gli ultimi scalini, ci
si affaccia sulla roggia Molinara. A sinistra in leggerissima salita
si percorrono i pochi metri che separano dalla sbarra che si era già incontrata
prima e lì si tiene la destra.
Allontanandosi dall’acqua ci si inoltra in un bosco asciutto dove
alle specie prevalenti, castagno e pino silvestre, si associano orniello,
rovere e cerro, quercia dei boschi asciutti di collina. Si avanza per
un KM circa, costeggiando la roggia nascosta dall’alta sponda ricoperta
di vegetazione, prima di ritrovarsi sulla strada che porta al parcheggio
del Casone, e procedere a destra, in senso opposto. Sempre dritto trascurando
tutte le svolte, si superano tra campi e filari di pioppi la Cascina
Guzzetta e la Cascina Fasola. Leggera salita e prima del ponte sul canale
Regina Elena, ci si dirige a sinistra su asfalto in direzione della Chiesa
di San Carlo e dell’area attrezzata del Parco del Ticino. Superata
la Cascina Roggione si procede fino all’asfalto, con due svolte
consecutive a destra si riprende via Colombarolo dove si incontra l’imbocco
in salita della strada della Snella che riconduce a Pombia.
Difficoltà: nessuna
Tempo di percorrenza: 3,00 ore
Abbigliamento consigliato: scarpe da escursionismo.
|