Percorsi
d’acqua: lanche, canali, risorgive di Galliate
Il punto di partenza di questo itinerario, grazie alla vicinanza della
stazione delle Ferrovie Nord Milano, offre l’opportunità di
una visita nel territorio del Parco del Ticino anche a chi viaggia
con mezzi pubblici.
Tra la stazione di Ponte Ticino e il ponte di ferro, dalla strada statale
n° 341 "Gallaratese", si prende a destra in direzione della
località Dogana Vecchia. Percorso un primo tratto di strada asfaltata,
superati diversi locali destinati all’accoglienza dei visitatori
amanti delle domeniche in riva al fiume, nei pressi del campeggio si
incontra un’ombrosa strada sterrata. Il percorso su larga e agevole
strada ghiaiosa procede, in questo primo tratto, sovrapponendosi al sentiero
E1. Si tralasciano tutte le possibili svolte fino al punto di incrocio
con la strada che scende dalla località Dogana Vecchia, ove si
prenderà a sinistra. Si viaggia sempre dritti su strada principale
fino al ponte sul Canale Cavour e, dopo averlo attraversato, si svolta
a destra, imboccando così la pista ciclabile che porta verso la
località Sette Fontane. Si avanza tra il bosco e i campi coltivati
e sullo sfondo ancora il bosco che si inerpica sul ripido versante del
terrazzo fluviale. Si trascurano tutti i sentieri che si staccano dal
tracciato principale per inoltrarsi nel bosco e si prosegue per un tratto
di 1,5 km circa, mentre sulla destra del cammino si incontra lo scaricatore
del Naviglio Langosco che, con una piccola cascata, travasa l’acqua
nel Ticinazzo. Al termine della pista ciclabile si svolta a sinistra
sul percorso sempre asfaltato e poi si procede dritto verso le Sette
Fontane, luogo di piacevoli ritrovi domenicali già a partire dalla
seconda metà dell’Ottocento, epoca in cui gli abbondanti
rigagnoli d’acqua furono incanalati in sette fontane. Si procede
oltre l’area attrezzata e avanti ancora, oltre il ponte sulle chiare
acque dello scolmatore del Ticinazzo, sull’assolata strada ghiaiosa
che avanza in mezzo a campi arati e i coltivi. Dopo circa 300 metri si
svolta a sinistra, seguendo il segnavia rosso-bianco-rosso, su una strada
secondaria erbosa. Una grande quercia annuncia l’ingresso al Bosco
Leone, dove prevalgono esemplari anche imponenti di quercia e carpino
alternati a ciliegio, nocciolo e biancospino. Si percorre la strada forestale
fino ad incrociare un quadrivio, dove si procede diritto, sempre nel
bosco che a tratti si fa più rado. Alla biforcazione si prende
il sentiero a sinistra, dove la vegetazione è più fitta.
Ora si scorge la lanca, posta alla destra del sentiero, nella sua naturale
evoluzione che porta ad un lento processo di interramento. Subito dopo
la lanca il sentiero incrocia nuovamente una strada forestale: si svolta
a sinistra e poco dopo a destra. Si segue il percorso principale che,
dopo una ampia curva a sinistra, esce dal bosco. Al secondo bivio, nei
pressi di una casetta, si svolta a destra su un viottolo alberato che
attraversa una grande estensione di prati irrigui e di aree a coltivo.
Si svolta a destra sulla pista ciclabile percorsa all’andata e,
dopo circa 150 metri, nuovamente a destra inoltrandosi nel bosco. Si
procede dritto sulla larga e ombrosa strada forestale e al secondo quadrivio,
a sinistra, sempre nel bosco. Si avanza sul percorso sinuoso che passa
vicino alle tradizionali casette tralasciando tutte le possibili svolte
fino al punto di incontro con una strada che taglia il cammino. Qui si
prende a destra. La successiva svolta a sinistra porta ad incontrare
ancora il ponte sul Canale Cavour e, attraversatolo nuovamente, ci si
ritrova sulla strada percorsa all’andata. Si chiude l’anello
ritornando sui propri passi per arrivare al punto di partenza.
Difficoltà: nessuna
Tempo di percorrenza: due ore e trenta minuti
Abbigliamento consigliato: scarpe da escursionismo
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