Elaborati del piano - Elaborati Cartografici
I contenuti del Piano trovano espressione
negli elaborati cartografici suddivisi in due gruppi: il primo
dalla TAV. 1 alla TAV. 7 contiene l’analisi sintetica dei
tematismi esaminati; il secondo gruppo costituito dalle TAV.
8 (a, b, c, d) in scala 1:25.000; TAV. 9 (a, a bis, b,c, d, e)
anch’esse in scala 1:25.000; TAV. 10 (a, b, c, d, e, f,
g, h) in scala 1:10.000 e TAV. 11 (a, b, c, d, e, f, g) in scala
1:10.000, rappresenta il vero e proprio Piano d’area e
una serie d’approfondimenti tematici svolti direttamente
sul territorio e finalizzatia una definizione più dettagliata
della zonizzazione.
Il primo gruppo degli elaborati cartografici
riguarda l’analisi
territoriale alle scale più generali. In particolare gli
aspetti che si sono voluti evidenziare sono i seguenti: TAV.
1, INQUADRAMENTO TERRITORIALE:
è stato esaminato e quantificato il bacino potenziale dell’utenza
con percorribilità automobilistica di mezz’ora e un’ora. Di
fatto, l’accessibilità attorno a circa un’ora è estesa
al territorio di 5 province: Novara, Varese, Milano, Pavia e Vercelli, per un
totale di circa 6 milioni di abitanti e circa 1,6 milioni se si fa riferimento
ai soli capoluoghi di provincia, dove è plausibile considerare più elevata
la concentrazione della domanda. E’ ovvio che tali cifre esprimono esclusivamente
la globalità della domanda generica, che dovrà necessariamente
essere articolata. Comunque è da ritenersi in notevole crescita la domanda
di “loisir” e di forme di tempo libero itinerante all’interno
di territori significativi sotto l’aspetto naturalistico e più in
generale paesaggistico.
TAV.
2, AMBITI DI PIANIFICAZIONE:
sono stati evidenziati gli enti e le istituzioni sovracomunali con compiti
di pianificazione del territorio che possono interagire con l’Ente Parco,
ad esclusione di Regioni e Provincie. Se si considerano tutti i Comuni del
Parco e quelli lombardi del Parco naturale, si percepisce la necessità di
dover attuare forme di collaborazione/consultazione in grado di controllare
gli effetti delle azioni all’interno e all’esterno del Parco, inteso
come area ad altra sensibilità.
TAV.
3a, INDIRIZZI DI PIANIFICAZIONE A LIVELLO PROVINCIALE,
CARATTERI TERRITORIALI E PAESISTICI:
obiettivo dell’elaborato è stato quello di comporre all’interno
del territorio provinciale il quadro delle risorse ambientali, nell’ottica
di inserire il Parco in un sistema più articolato di offerta per il
tempo libero.
TAV.
3b, INDIRIZZI DI PIANIFICAZIONE A LIVELLO PROVINCIALE,
INFRASTRUTTURE E RETI DELLA MOBILITA’:
sono stati esaminati l’attuale sistema della mobilità e quello
di previsione a breve-medio termine, per poter valutare opportunità e
criticità di alcuni interventi nei confronti soprattutto di determinate
zone all’interno del Parco.
TAV.
3c, INDIRIZZI DI PIANIFICAZIONE A LIVELLO PROVINCIALE,
INDIRIZZI DI GOVERNO DEL TERRITORIO:
dalle indicazioni sia a livello regionale, che provinciale sono stati individuati
e esaminati gli indirizzi di pianificazione del territorio a scala sovracomunale
sia in materia di tutela, che di sviluppo delle attività produttive
e della residenza. Da parte della Regione e della Provincia vengono privilegiati,
lungo tutta la fascia nord-sud del territorio gli aspetti di salvaguardia dei
valori ambientali soprattutto in contiguità con l’area del Parco.
TAV.
4, CARATTERI AMBIENTALI, ZONIZZAZIONE MAB E PIANO D’AREA
VIGENTE:
si è voluto mettere in evidenza la totale assimilazione della zonizzazione
del Parco nelle tre principali aree del MAB.
TAV.
5 a, CARATTERI AMBIENTALI, CORINE LAND COVER:
si sono esaminati i territori degli undici Comuni del Parco attraverso la lettura
operata con la classificazione del Corine Land Cover, soprattutto sotto l’aspetto
delle principali colture agricole, che caratterizzano il territorio del Parco.
TAV.
5b, CARATTERI AMBIENTALI, BOSCHI: TIPO COLTURALE E STRUTTURALE
PRIMARIO:
dall’analisi condotta a suo tempo dalla Regione è evidente la
maggior concentrazione di bosco (ceduo, ceduo composto, fustaie, ecc...) nei
territori dei Comuni a nord di Castelletto, Pombia, Varallo Pombia, Marano
e nella zona di Bellinzago.
TAV.
5c, CARATTERI AMBIENTALI, CLASSI D’USO DEL SUOLO:
anche in questo caso il riferimento è l’indagine della Regione
estesa all’intero territorio dei Comuni del Parco sull’uso del
suolo, con l’individuazione del letto del fiume e relative aree di pertinenza;
le tipologie di uso agricolo con prevalenza di prati permanenti, seminativi
e prati avvicendati, e le zone di prevalenza del mais/grano all’estremità sud
(Cerano) e nella zona di Pombia e Varallo Pombia. Le risaie prevalgono decisamente
all’esterno del Parco nei Comuni più a sud di Trecate e Cerano.
TAV.
5d, CARATTERI AMBIENTALI, CAPACITA’ D’USO DEI
SUOLI:
dall’indagine regionale sulla vocazione agricola delle zone, si evidenzia
una prima fascia inutilizzabile sotto l’aspetto agricolo lungo il fiume,
per la presenza estesa di pietre, rocce, fenomeni di erosione, acque stagnanti,
ecc... Una seconda fascia è caratterizzata da suoli per colture agrarie,
pascolo, agricoltura da legno e bosco. Una terza fascia, più a ovest
e sempre con andamento nord-sud, è caratterizzata da suoli con moderate
riduzioni della produzione di colture.
TAV.
5e, CARATTERI AMBIENTALI, PAESAGGI AGRARI E FORESTALI:
SISTEMI E SOTTOSISTEMI:
si evidenzia la quasi totale appartenenza del territorio del Parco al sottosistema
del fiume, ad eccezione della fascia di Cameri assimiliata all’Alto Novarese;
la zona collinare, all’estremità settentrionale, appartiene al
sistema del Cusio-Verbano. Nella parte meridionale in territorio di Cerano
il sistema di riferimento è quello del Basso Novarese-Vercellese.
TAV.
5f, CARATTERI AMBIENTALI, MONITORAGGIO DELLA QUALITA’ DEI
BOSCHI:
si tratta di un’indagine condotta dal Parco Lombardo del Ticino lungo
l’intera fascia del fiume. Emerge una generale e diffusa situazione di
danno lieve e medio, ad esclusione della zona di Bellinzago, Varallo Pombia
e Pombia dove si alternano situazioni di danno grave e medio.
TAV.
5g, CARATTERI AMBIENTALI, CATEGORIA DI TUTELA:
sono riportate le diverse tipologie di riserve naturali nei territori delle
due Regioni, lungo il fiume Ticino.
TAV.
6, BENI ARCHITETTONICI, CULTURALI E PAESAGGISTICI:
l’indagine mette in evidenza la fitta distribuzione sul territorio del
Parco e, soprattutto su quello degli undici comuni, di risorse di pregio sotto
il profilo culturale/ambientale, che inducono a considerare il territorio del
Parco quale area strettamente complementare e integrata al resto dei territori
comunali, che con i loro centri storici, i beni architettonici quali architetture
civili e fortificate, opere di ingegneria idraulica, ponti, edifici produttivi,
chiese, oratori, piloni devozionali, cascine e mulini, rappresentano un tessuto
connettivo immerso in paesaggi diversificati. Tale situazione favorisce forme
diversificate di turismo itinerante.
TAV.
7, IDROGRAFIA:
l’intero territorio del Parco si caratterizza per il fitto sistema idrografico
e la presenza di zone umide, fontanili, lanche e risorgive. Questi elementi,
unitamente alle opere idrauliche contribuiscono a rendere unitario l’intero
territorio e a imprimergli l’aspetto di appartenenza a un grande sistema
fluviale.
TAV.
8a. CRITERI PER LA ZONIZZAZIONE, EMERGENZE NATURALISTICHE
E STORICO-CULTURALI;
TAV.
8b, CRITERI PER LA ZONIZZAZIONE, SISTEMI AMBIENTALI E PRESENZE
ANTROPICHE;
TAV.
8c, CRITERI PER LA ZONIZZAZIONE, SISTEMI PAESAGGISTICI:
queste tre tavole rappresentano la elaborazione di sintesi delle analisi effettuate
e costituiscono tre grandi categorie di lettura e valutazione del territorio
ai fini della definizione della zonizzazione. La lettura del territorio è avvenuta
individuando innanzitutto i principali sistemi caratterizzanti l’intera
area: ovvero il sistema delle emergenze naturalistiche e il sistema delle emergenze
storico-culturali (TAV. 8 a); il sistema dell’utilizzo del territorio
in termini di compresenza di attività e effetti antropici (TAV. 8b)
e infine il sistema paesaggistico (TAV. 8c). L’individuazione di questi
sistemi, presenti anche all’esterno del territorio del Parco, ha permesso
delle sintesi e delle valutazioni di settore (ambiti naturalistici, ambiti
storico-culturali, ambiti paesaggistici, ecc...), finalizzate alla definizione
della zonizzazione, della relativa disciplina normativa e dei rapporti con
le aree contigue.
TAV.
8d, CRITERI PER LA PIANIFICAZIONE PARTECIPATA:
la tavola illustra una possibile identificazione di ambiti sovracomunali e interregionali
in cui è auspicabile sviluppare strategie di pianificazione partecipata
al fine di attuare in sinergia tra i diversi attori che operano sul territorio
interventi per la risoluzione delle criticità presenti e per favorire
più efficacemente le potenzialità locali.
TAV.
9a – PROGETTO DI PIANO, ZONIZZAZIONE:
la zonizzazione proposta deriva sostanzialmente dall’aver condotto una
valutazione sintetica, che tenesse conto contemporaneamente di due indicatori:
la rarità/qualità e la sensibilità della porzione di territorio
in esame. Pertanto, ogni intervento ammissibile, o meglio ogni categoria di
intervento, deve essere misurato come impatto, risultato del prodotto sensibilità del
sito e incidenza dell’intervento, ovvero propensione all’essere
turbato del sito e capacità di apportare turbativa. Ne è emersa
una zonizzazione strutturata su cinque livelli di tutela, da quelle a elevata
sensibilità con categorie di intervento ammissibili in grado di apportare
bassa turbativa, a quelle con minore sensibilità, capaci di tollerare
interventi con effetti turbativi maggiori. Alle cinque zone si aggiungono quelle
della fruizione e quelle di valorizzazione ambientale. Queste ultime articolate
in zone produttive preesistenti al Parco e zone “dismesse” che
necessitano di un totale recupero.
TAV.
9a bis, PROGETTO DI PIANO, ZONIZZAZIONE E AREE CONTIGUE:
si è voluto correlare la zonizzazione proposta con gli indirizzi in
materia di sviluppo, tutela e valorizzazione del territorio nelle zone esterne
al Parco, a conferma della volontà degli enti sovracomunali di mettere
in atto azioni in grado di salvaguardare la presenza del territorio del Parco.
TAV.
9b, PROGETTO DI PIANO D’AREA, CONFRONTO FRA I PIANI
DEL TICINO IN PIEMONTE E LOMBARDIA:
è stata verificata la compatibilità fra i due piani, in particolare
con quello del Parco Naturale Lombardo, per riaffermare la necessità di
coordinamento fra le azioni dei due enti.
TAV.
9c, PROGETTO DI PIANO D’AREA, CONFRONTO FRA PIANO
D’AREA VIGENTE E PIANO D’AREA:
le modifiche sostanziali riguardano, oltre alle diverse delimitazioni delle
zone che si possono verificare direttamente sulla cartografia, l’eliminazione
della riserva orientata e sua nuova classificazione in riserva speciale. Inoltre,
le zone precedentemente definite come “aree altre” sono state suddivise
in tre nuove zone e precisamente: zone naturalistiche di interesse botanico
e faunistico, zone naturalistiche a prevalente interesse forestale e zone agricole
e forestali di interesse paesaggistico. Le aree agricole di conservazione dell’agricoltura
sono state assorbite nelle categorie precedenti. Infine, concettualmente, le
aree di conservazione dell’agricoltura dovranno essere previste all’esterno
del Parco.
TAV.
9d, PROGETTO DI PIANO D’AREA, INFRASTRUTTURE:
la tavola riporta il sistema dell’accessibilità, che si propone
di razionalizzare e ordinare il sistema esistente e quello già programmato
in diverse sedi istituzionali. Si privilegia la direttrice nord-sud dal collegamento
fra i centri storici, alla strada Parco e alla pista ciclabile, con collegamenti
a pettine limitati est-ovest e nodi attrezzati per favorire diverse modalità di
accesso e percorribilità del territorio (ciclabile, pedonale).
TAV.
9e, PROGETTO DI PIANO D’AREA, AMBITI DI PIANIFICAZIONE:
sono riportati i tre livelli di pianificazione previsti sia
a scala intercomunale che di dettaglio: i cinque Ambiti di
Pianificazione Concertata e Coordinata,
i sette Progetti d’Area Integrati e i diciannove piani attuativi. I tre
diversi livelli di pianificazione devono vedere promotore l’Ente Parco,
con la collaborazione dei Comuni interessati e l’adozione degli strumenti
e delle procedure urbanistiche più adeguati e efficaci rispetto alle
finalità del Piano del Parco. In particolare i progetti d’area
integrati dovranno essere di iniziativa diretta dell’Ente Parco, in quanto
comporteranno le necessarie prescrizioni per la redazione dei piani attuativi.
TAV. 10 (10a - 10b - 10c - 10d - 10e - 10f - 10g - 10h),
ANALISI DI APPROFONDIMENTO TEMATICO, INDIVIDUAZIONE DELLE EMERGENZE
TERRITORIALI:
sull’intero territorio degli undici comuni e, più in dettaglio
del Parco, è stato effettuato un rilievo diretto di tutte le emergenze
di tipo territoriale, così articolate: zone di rilevante valenza fisico-
naturale, zone e elementi di rilevante valenza paesistica e storico-culturale,
sistema insediativo urbano e rete infrastrutturale, sistema della fruizione,
aree di proprietà pubblica, ambiti e elementi di criticità. L’insieme
delle emergenze è costituito da 98 categorie e ha comportato l’individuazione
di parametri di valutazione relativi alle risorse da analizzare. L’analisi
sul campo, della quale la cartografia in scala 1:10.000 rappresenta un momento
di sintesi, ha consentito di redigere anche un dossier fotografico molto analitico
e esemplificativo delle caratteristiche del territorio in esame. Il contributo
di tale analisi è stato fondamentale non solo ai fini della definizione
della zonizzazione e del sistema della fruizione, ma anche della necessità di
avere un punto di partenza aggiornabile nel tempo per registrare tutte le modificazioni
che avverranno sul territorio.
TAV. 11 (11a - 11b - 11c - 11d - 11e - 11f - 11g),
ZONIZZAZIONE:
la necessità di una gestione più diretta e efficace del territorio
e delle indicazioni del Piano ha richiesto di dettagliare meglio a una scala
più idonea, 1:10.000, l’intera zonizzazione. Ciò al fine
di garantire una più corretta applicazione di tutte le prescrizioni
del Piano.
TAV. 12 (12a - 12b - 12c - 12d - 12e - 12f - 12g),
FASCE DI RISPETTO AI SENSI DELLA L.R. 56/77:
la necessità di individuare in dettaglio le fasce di rispetto
dei corsi d’acqua, con riferimento all’art. 29 della
L.R. 56/77, ha portato all’elaborazione delle tavole in
oggetto alla scala ritenuta più idonea 1:10.000.
TAV. 13 (13a - 13b - 13c - 13d - 13e - 13f - 13g),
FASCE DI RISPETTO AMBIENTALE:
la necessità di individuare in dettaglio le fasce di rispetto
ambientale dei corsi d’acqua ha portato all’elaborazione
delle tavole in oggetto alla scala ritenuta più idonea
1:10.000.
TAV. 14 (14), TUTELA DEL SIC ZPS
- AREE OMOGENEE :
la necessità di individuare aree omogenee per la redazione
dello Studio di Incidenza ha portata all'elaborazione delle tavole
in oggetto alla scala ritenuta più idonea 1:35.000.
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