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Nuovo Piano d'Area
     

Il nuovo Piano d’area del Parco Naturale della Valle del Ticino Regione Piemonte è stato inserito tra gli obiettivi prioritari nel programma amministrativo dell’attuale Giunta Esecutiva del Parco del Ticino, che sino dal suo insediamento ha provveduto ad attivare le procedure finalizzate all’ottenimento dei finanziamenti idonei all’espletamento di un così importante lavoro.

La redazione del Piano d’Area ha trovato attuazione nell’ambito del contratto di ricerca, siglato nell’ottobre del 2002, tra il Dipartimento di Scienza e Tecnologie dell'Ambiente Costruito B.E.S.T. (Building Environment Science & Technology) del Politecnico di Milano e l’Ente di gestione del Parco. Il nuovo Piano rappresenta l'esito di questa collaborazione scientifica avviata per far fronte alle profonde modifiche dello scenario di riferimento in materia ambientale e di tutela e valorizzazione delle aree protette, nonché alla complessità e interdisciplinarietà richieste dal tema.

Il nuovo Piano è stato finanziato con Accordo di Programma Quadro tra il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Direzione per la Conservazione della Natura, e la Regione Piemonte, per interventi di valorizzazione ambientale nelle aree protette.
L’attività di ricerca si è collocata inoltre all’interno di una Convenzione Quadro firmata tra l’Ateneo milanese e l’Ente di gestione del Parco, in riferimento alla quale si sono sviluppate azioni complementari per l’approfondimento conoscitivo del territorio alla scala 1:10.000, lo sviluppo di strumenti innovativi di gestione per la valorizzazione fruitiva del Parco, la redazione del Piano Pluriennale Economico e Sociale, nonché per la pianificazione attuativa di recupero ambientale e fruitivo delle cave dismesse in area Parco.

Dipartimento di Scienza e Tecnologie dell'Ambiente Costruito (BEST)

 

 

Link to: Politecnico di Milano

     

Il percorso che ha portato all’adozione del Piano d’Area è stato il seguente:

  • Delibera Consiglio Direttivo n° 31 del 20/12/2001 DOCUMENTO DI INDIRIZZO
  • Delibera Consiglio Direttivo n° 4 del 13/5/2002 CONVENZIONE POLITECNICO DI MILANO - FACOLTA’ DI ARCHITETTURA - DIPARTIMENTO B.E.S.T.
  • Delibera Giunta Esecutiva 54 del 28/10/2002 e 58 del 30/4/2004 CONTRATTO DI RICERCA CON IL B.E.S.T. E SUCCESSIVO ATTO AGGIUNTIVO.
  • Delibera Giunta Esecutiva n° 70 del 19/10/2004 AVVIO PROCEDURA CONVOCAZIONE CONFERENZA DI SERVIZI
  • 8/11/2004 – 11/7/2005 LAVORI DELLA CONFERENZA DI SERVIZI
  • Delibera di Consiglio Direttivo del 28/7/2005 APPROVAZIONE PIANO D’AREA (ante recepimento osservazioni)
  • Deliberazione di Consiglio Direttivo n. 5 del 16.02.2006 ADOZIONE PIANO D'AREA (post recepimento osservazioni)
  • Nel marzo 2006 è stata TRASMESSA ALLA REGIONE PIEMONTE - SETTORE PIANIFICAZIONE AREE PROTETTE la Revisione Generale del Piano d’Area del Parco Naturale della Valle del Ticino al fine dell'approvazione da parte del Consiglio Regionale
  • Nel novembre 2007, il gruppo di lavoro incaricato dell'esame del Piano d'Area della Regione Piemonte HA RICHIESTO DOCUMENTAZIONE INTEGRATIVA e precisamente: definizioni più approfondite per le aree di fruizione, lo studio di incidenza e la relazione di compatibilità ambientale
  • La Giunta, con D.G.E. n. 61 del 19.11.2007 ha dato mandato al Presidente di dare esecuzione alla SOSPENSIONE DELL’ESAME DEL PIANO D’AREA al fine di consentire all’Ente di predisporre ed approvare le integrazioni necessarie ad eliminare le carenze segnalate
  • Nel febbraio 2009 sono scaduti i termini del periodo di salvaguardia
  • Con Deliberazione di Consiglio Direttivo n. 3 del 12.04.2010 è stata ADOTTATA LA REVISIONE DI PIANO D'AREA modificata ed integrata secondo le indicazioni del gruppo di lavoro regionale
     
Piano d'Area
     

Struttura organizzativa del gruppo di ricerca:

  • Responsabile scientifico della ricerca
    Prof. Fabrizio SCHIAFFONATI
  • Direttore del Dipartimento B.E.S.T.
    Prof. Fabrizio SCHIAFFONATI
  • Coordinamento operativo
    Prof. Elena MUSSINELLI
    Prof. Arturo MAJOCCHI

... Gruppo di Lavoro

  • Programmazione e progettazione ambientale
    Prof. Fabrizio SCHIAFFONATI
  • Idrologia e idrogeomorfologia
    Prof. Ugo MAIONE
  • Pianificazione urbanistica e ambientale
    Arch. Arturo MAJOCCHI
  • Infrastrutture
    Prof. Luca MARESCOTTI
  • Struttura insediativa, beni architettonici e culturali
    Prof. Elena MUSSINELLI
  • Componenti ambientali e economia del territorio
    Prof. Alessandro SEGALE

 

     

... Collaboratori

  • Analisi ambientali e cartografia
    Dott.ssa Beatrice EISELT
  • Inquadramento programmatico e cartografia
    Arch. Caterina MARTINI
  • Pianificazione ambientale e socio-economica
    Arch. Diletta PELLECCHIA
  • Idrologia e idrogeomorfologia
    Ing. Vittoria RIBONI
  • Beni culturali e del paesaggio
    Arch. Raffaella RIVA
  • Struttura insediativa
    Arch. Andrea TARTAGLIA
  • Rapporti fra Parco e gruppo di lavoro
    Arch. Monica PERRONI

 

     
Piano d'Area
     

Obiettivi e struttura del Piano d’area

Il contesto territoriale del Parco Naturale piemontese, esteso per 6.561 ettari su parte del territorio di 11 Comuni della Provincia di Novara, è un contesto di grande pregio ambientale e paesistico, e con il Parco Regionale lombardo costituisce una delle maggiori aree fluviali protette in Europa.

Nel novembre del 2002 entrambi i Parchi sono stati insigniti del titolo di "Riserva della Biosfera" nell'ambito del programma "Man and Biosphere" (MAB) dell’UNESCO. Inoltre il Parco piemontese, che dal 2000 era inserito nell'elenco dei proposti "Siti di Importanza Comunitaria", SICp IT1150001, della rete ecologica europea "Natura 2000", dal 2005 ha ricevuto definitivamente questo riconoscimento.

La revisione del Piano d’area adottato nel 1985, era stata inserita tra gli obiettivi prioritari del programma amministrativo dell’Ente di gestione per rispondere alla mutata visione culturale della conservazione dell’ambiente e del paesaggio, anche a fronte dei riconoscimenti ottenuti dal Parco a livello internazionale.

Se il Piano d’area del 1985, a tutti gli effetti Piano per il Parco, ricalcava, per impostazione generale e contenuti, i principali orientamenti espressi dal quadro normativo dei primi anni Ottanta, con una zonizzazione che articolava il territorio in subaree e un approccio alle problematiche ambientali improntato a logiche di tipo vincolistico, il nuovo Piano si configura invece come strumento aperto e flessibile che individua le politiche di tutela e le norme di settore per la valorizzazione delle peculiarità ambientali, ecologiche, paesaggistiche e storico-culturali del Parco.

Le strategie di Piano sono improntate ai nuovi concetti di sostenibilità dello sviluppo, competitività e cooperazione, qualità, integrazione, multiscalarità, sussidiarietà e condivisione.

In particolare il Piano si pone gli obiettivi generali di:

  • ridefinire e adeguare i contenuti programmatici e prescrittivi alla normativa nazionale ed europea vigente;
  • mantenere un adeguato livello di coerenza tra politiche del Piano, scale e livelli della pianificazione sovraordinata e sottordinata, promuovendo il coordinamento e l'orientamento delle politiche settoriali in materia di qualità delle acque, sicurezza idrogeologica, qualificazione delle attività agricole, razionalizzazione dello sfruttamento economico delle risorse, controllo delle attività estrattive, navigabilità, promozione della fruizione, turismo e tempo libero;
  • promuovere la tutela attiva del territorio, attraverso forme di programmazione e gestione partecipata finalizzate allo sviluppo socioeconomico e alla riqualificazione ambientale e paesistica.

 

 

 

 

     

Il nuovo Piano d’area si compone di:

  • Norme Tecniche di Attuazione;
  • Tavole tematiche di sintesi del quadro analitico (scale da 1:100.000, a 1:10.000) che restituiscono il quadro conoscitivo derivato degli studi di settore e da una campagna di rilievo puntuale condotta sull’intero territorio amministrativo degli 11 Comuni del Parco;
  • Tavole di progetto (scale 1:25.000 e 1:10.000) mutuate e verificate con accurate azioni di audit del territorio e di interfaccia con i soggetti locali;
  • Allegati alle Norme Tecniche di Attuazione;
  • una Relazione generale che illustra la filosofia del Piano;
  • Studi di settore allegati alla Relazione generale, che documentano le analisi effettuate;
  • Relazione di Compatibilità Ambientale;
  • Studio di Incidenza.
     
Piano d'Area
     

Elaborati del piano - Elaborati Tecnici

Allegati alla Relazione Generale

01 - Quadro programmatico e normativo
02 - Struttura socio-economica
03 - Sistema delle acque
04 - Sistemi infrastrutturali
05 - Aspetti geomorfologici e pedologici
06 - Inquinamento acustico ed atmosferico
07 - Aspetti naturalistici: forestali, floristici e faunistici
08 - Attività estrattive
09 - Paesaggio, Beni archeologici, architettonici e culturali

Le Norme Tecniche di Attuazione forniscono i contenuti tecnici e procedurali prescrittivi e di indirizzo per l’attuazione del Piano, precisando i criteri e le direttive per la predisposizione o l'adeguamento dei Piani di competenza comunale, e specificando le prescrizioni immediatamente prevalenti sulla disciplina comunale vigente.

Allegati alle Norme Tecniche di Attuazione

a) Ambienti e specie della Direttiva Habitat;
b) Scheda Natura 2000 della fauna del Parco;
c) Scheda elenco floristico del Parco;
d) Scheda Piano di assestamento forestale;
e) Nuclei storici e beni di rilevanza paesaggistica, storico-architettonica e culturale;

f) RELAZIONE DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE - redatta ai sensi dell'art. 20 e dell'allegato F della L.R. n. 40/1998 e.smi;
g) STUDIO DI INCIDENZA - redatto ai sensi della Dir. 92/43/CEE e dei DPR 357/97 e DPR 120/03, in quanto il territorio del Parco Naturale della Valle del Ticino è un SIC-ZPS, istituito per la presenza di habitat e specie animali e vegetali compresi negli allegati I, II e IV della Direttiva “Habitat” e per la presenza di una ricca ornitofauna con numerose specie comprese nell’Allegato I della Direttiva “Uccelli”.

 

 

 

     

Elaborati del piano - Elaborati Cartografici

I contenuti del Piano trovano espressione negli elaborati cartografici suddivisi in due gruppi: il primo dalla TAV. 1 alla TAV. 7 contiene l’analisi sintetica dei tematismi esaminati; il secondo gruppo costituito dalle TAV. 8 (a, b, c, d) in scala 1:25.000; TAV. 9 (a, a bis, b,c, d, e) anch’esse in scala 1:25.000; TAV. 10 (a, b, c, d, e, f, g, h) in scala 1:10.000 e TAV. 11 (a, b, c, d, e, f, g) in scala 1:10.000, rappresenta il vero e proprio Piano d’area e una serie d’approfondimenti tematici svolti direttamente sul territorio e finalizzatia una definizione più dettagliata della zonizzazione.

Il primo gruppo degli elaborati cartografici riguarda l’analisi territoriale alle scale più generali. In particolare gli aspetti che si sono voluti evidenziare sono i seguenti:

TAV. 1, INQUADRAMENTO TERRITORIALE:
è stato esaminato e quantificato il bacino potenziale dell’utenza con percorribilità automobilistica di mezz’ora e un’ora. Di fatto, l’accessibilità attorno a circa un’ora è estesa al territorio di 5 province: Novara, Varese, Milano, Pavia e Vercelli, per un totale di circa 6 milioni di abitanti e circa 1,6 milioni se si fa riferimento ai soli capoluoghi di provincia, dove è plausibile considerare più elevata la concentrazione della domanda. E’ ovvio che tali cifre esprimono esclusivamente la globalità della domanda generica, che dovrà necessariamente essere articolata. Comunque è da ritenersi in notevole crescita la domanda di “loisir” e di forme di tempo libero itinerante all’interno di territori significativi sotto l’aspetto naturalistico e più in generale paesaggistico.

TAV. 2, AMBITI DI PIANIFICAZIONE:
sono stati evidenziati gli enti e le istituzioni sovracomunali con compiti di pianificazione del territorio che possono interagire con l’Ente Parco, ad esclusione di Regioni e Provincie. Se si considerano tutti i Comuni del Parco e quelli lombardi del Parco naturale, si percepisce la necessità di dover attuare forme di collaborazione/consultazione in grado di controllare gli effetti delle azioni all’interno e all’esterno del Parco, inteso come area ad altra sensibilità.

TAV. 3a, INDIRIZZI DI PIANIFICAZIONE A LIVELLO PROVINCIALE, CARATTERI TERRITORIALI E PAESISTICI:
obiettivo dell’elaborato è stato quello di comporre all’interno del territorio provinciale il quadro delle risorse ambientali, nell’ottica di inserire il Parco in un sistema più articolato di offerta per il tempo libero.

TAV. 3b, INDIRIZZI DI PIANIFICAZIONE A LIVELLO PROVINCIALE, INFRASTRUTTURE E RETI DELLA MOBILITA’:
sono stati esaminati l’attuale sistema della mobilità e quello di previsione a breve-medio termine, per poter valutare opportunità e criticità di alcuni interventi nei confronti soprattutto di determinate zone all’interno del Parco.

TAV. 3c, INDIRIZZI DI PIANIFICAZIONE A LIVELLO PROVINCIALE, INDIRIZZI DI GOVERNO DEL TERRITORIO:
dalle indicazioni sia a livello regionale, che provinciale sono stati individuati e esaminati gli indirizzi di pianificazione del territorio a scala sovracomunale sia in materia di tutela, che di sviluppo delle attività produttive e della residenza. Da parte della Regione e della Provincia vengono privilegiati, lungo tutta la fascia nord-sud del territorio gli aspetti di salvaguardia dei valori ambientali soprattutto in contiguità con l’area del Parco.

TAV. 4, CARATTERI AMBIENTALI, ZONIZZAZIONE MAB E PIANO D’AREA VIGENTE:
si è voluto mettere in evidenza la totale assimilazione della zonizzazione del Parco nelle tre principali aree del MAB.

TAV. 5 a, CARATTERI AMBIENTALI, CORINE LAND COVER:
si sono esaminati i territori degli undici Comuni del Parco attraverso la lettura operata con la classificazione del Corine Land Cover, soprattutto sotto l’aspetto delle principali colture agricole, che caratterizzano il territorio del Parco.

TAV. 5b, CARATTERI AMBIENTALI, BOSCHI: TIPO COLTURALE E STRUTTURALE PRIMARIO:
dall’analisi condotta a suo tempo dalla Regione è evidente la maggior concentrazione di bosco (ceduo, ceduo composto, fustaie, ecc...) nei territori dei Comuni a nord di Castelletto, Pombia, Varallo Pombia, Marano e nella zona di Bellinzago.

TAV. 5c, CARATTERI AMBIENTALI, CLASSI D’USO DEL SUOLO:
anche in questo caso il riferimento è l’indagine della Regione estesa all’intero territorio dei Comuni del Parco sull’uso del suolo, con l’individuazione del letto del fiume e relative aree di pertinenza; le tipologie di uso agricolo con prevalenza di prati permanenti, seminativi e prati avvicendati, e le zone di prevalenza del mais/grano all’estremità sud (Cerano) e nella zona di Pombia e Varallo Pombia. Le risaie prevalgono decisamente all’esterno del Parco nei Comuni più a sud di Trecate e Cerano.

TAV. 5d, CARATTERI AMBIENTALI, CAPACITA’ D’USO DEI SUOLI:
dall’indagine regionale sulla vocazione agricola delle zone, si evidenzia una prima fascia inutilizzabile sotto l’aspetto agricolo lungo il fiume, per la presenza estesa di pietre, rocce, fenomeni di erosione, acque stagnanti, ecc... Una seconda fascia è caratterizzata da suoli per colture agrarie, pascolo, agricoltura da legno e bosco. Una terza fascia, più a ovest e sempre con andamento nord-sud, è caratterizzata da suoli con moderate riduzioni della produzione di colture.

TAV. 5e, CARATTERI AMBIENTALI, PAESAGGI AGRARI E FORESTALI: SISTEMI E SOTTOSISTEMI:
si evidenzia la quasi totale appartenenza del territorio del Parco al sottosistema del fiume, ad eccezione della fascia di Cameri assimiliata all’Alto Novarese; la zona collinare, all’estremità settentrionale, appartiene al sistema del Cusio-Verbano. Nella parte meridionale in territorio di Cerano il sistema di riferimento è quello del Basso Novarese-Vercellese.

TAV. 5f, CARATTERI AMBIENTALI, MONITORAGGIO DELLA QUALITA’ DEI BOSCHI:
si tratta di un’indagine condotta dal Parco Lombardo del Ticino lungo l’intera fascia del fiume. Emerge una generale e diffusa situazione di danno lieve e medio, ad esclusione della zona di Bellinzago, Varallo Pombia e Pombia dove si alternano situazioni di danno grave e medio.

TAV. 5g, CARATTERI AMBIENTALI, CATEGORIA DI TUTELA:
sono riportate le diverse tipologie di riserve naturali nei territori delle due Regioni, lungo il fiume Ticino.

TAV. 6, BENI ARCHITETTONICI, CULTURALI E PAESAGGISTICI:
l’indagine mette in evidenza la fitta distribuzione sul territorio del Parco e, soprattutto su quello degli undici comuni, di risorse di pregio sotto il profilo culturale/ambientale, che inducono a considerare il territorio del Parco quale area strettamente complementare e integrata al resto dei territori comunali, che con i loro centri storici, i beni architettonici quali architetture civili e fortificate, opere di ingegneria idraulica, ponti, edifici produttivi, chiese, oratori, piloni devozionali, cascine e mulini, rappresentano un tessuto connettivo immerso in paesaggi diversificati. Tale situazione favorisce forme diversificate di turismo itinerante.

TAV. 7, IDROGRAFIA:
l’intero territorio del Parco si caratterizza per il fitto sistema idrografico e la presenza di zone umide, fontanili, lanche e risorgive. Questi elementi, unitamente alle opere idrauliche contribuiscono a rendere unitario l’intero territorio e a imprimergli l’aspetto di appartenenza a un grande sistema fluviale.

TAV. 8a. CRITERI PER LA ZONIZZAZIONE, EMERGENZE NATURALISTICHE E STORICO-CULTURALI;

TAV. 8b, CRITERI PER LA ZONIZZAZIONE, SISTEMI AMBIENTALI E PRESENZE ANTROPICHE;

TAV. 8c, CRITERI PER LA ZONIZZAZIONE, SISTEMI PAESAGGISTICI:
queste tre tavole rappresentano la elaborazione di sintesi delle analisi effettuate e costituiscono tre grandi categorie di lettura e valutazione del territorio ai fini della definizione della zonizzazione. La lettura del territorio è avvenuta individuando innanzitutto i principali sistemi caratterizzanti l’intera area: ovvero il sistema delle emergenze naturalistiche e il sistema delle emergenze storico-culturali (TAV. 8 a); il sistema dell’utilizzo del territorio in termini di compresenza di attività e effetti antropici (TAV. 8b) e infine il sistema paesaggistico (TAV. 8c). L’individuazione di questi sistemi, presenti anche all’esterno del territorio del Parco, ha permesso delle sintesi e delle valutazioni di settore (ambiti naturalistici, ambiti storico-culturali, ambiti paesaggistici, ecc...), finalizzate alla definizione della zonizzazione, della relativa disciplina normativa e dei rapporti con le aree contigue.

TAV. 8d, CRITERI PER LA PIANIFICAZIONE PARTECIPATA:
la tavola illustra una possibile identificazione di ambiti sovracomunali e interregionali in cui è auspicabile sviluppare strategie di pianificazione partecipata al fine di attuare in sinergia tra i diversi attori che operano sul territorio interventi per la risoluzione delle criticità presenti e per favorire più efficacemente le potenzialità locali.

TAV. 9a – PROGETTO DI PIANO, ZONIZZAZIONE:
la zonizzazione proposta deriva sostanzialmente dall’aver condotto una valutazione sintetica, che tenesse conto contemporaneamente di due indicatori: la rarità/qualità e la sensibilità della porzione di territorio in esame. Pertanto, ogni intervento ammissibile, o meglio ogni categoria di intervento, deve essere misurato come impatto, risultato del prodotto sensibilità del sito e incidenza dell’intervento, ovvero propensione all’essere turbato del sito e capacità di apportare turbativa. Ne è emersa una zonizzazione strutturata su cinque livelli di tutela, da quelle a elevata sensibilità con categorie di intervento ammissibili in grado di apportare bassa turbativa, a quelle con minore sensibilità, capaci di tollerare interventi con effetti turbativi maggiori. Alle cinque zone si aggiungono quelle della fruizione e quelle di valorizzazione ambientale. Queste ultime articolate in zone produttive preesistenti al Parco e zone “dismesse” che necessitano di un totale recupero.

TAV. 9a bis, PROGETTO DI PIANO, ZONIZZAZIONE E AREE CONTIGUE:
si è voluto correlare la zonizzazione proposta con gli indirizzi in materia di sviluppo, tutela e valorizzazione del territorio nelle zone esterne al Parco, a conferma della volontà degli enti sovracomunali di mettere in atto azioni in grado di salvaguardare la presenza del territorio del Parco.

TAV. 9b, PROGETTO DI PIANO D’AREA, CONFRONTO FRA I PIANI DEL TICINO IN PIEMONTE E LOMBARDIA:
è stata verificata la compatibilità fra i due piani, in particolare con quello del Parco Naturale Lombardo, per riaffermare la necessità di coordinamento fra le azioni dei due enti.

TAV. 9c, PROGETTO DI PIANO D’AREA, CONFRONTO FRA PIANO D’AREA VIGENTE E PIANO D’AREA:
le modifiche sostanziali riguardano, oltre alle diverse delimitazioni delle zone che si possono verificare direttamente sulla cartografia, l’eliminazione della riserva orientata e sua nuova classificazione in riserva speciale. Inoltre, le zone precedentemente definite come “aree altre” sono state suddivise in tre nuove zone e precisamente: zone naturalistiche di interesse botanico e faunistico, zone naturalistiche a prevalente interesse forestale e zone agricole e forestali di interesse paesaggistico. Le aree agricole di conservazione dell’agricoltura sono state assorbite nelle categorie precedenti. Infine, concettualmente, le aree di conservazione dell’agricoltura dovranno essere previste all’esterno del Parco.

TAV. 9d, PROGETTO DI PIANO D’AREA, INFRASTRUTTURE:
la tavola riporta il sistema dell’accessibilità, che si propone di razionalizzare e ordinare il sistema esistente e quello già programmato in diverse sedi istituzionali. Si privilegia la direttrice nord-sud dal collegamento fra i centri storici, alla strada Parco e alla pista ciclabile, con collegamenti a pettine limitati est-ovest e nodi attrezzati per favorire diverse modalità di accesso e percorribilità del territorio (ciclabile, pedonale).

TAV. 9e, PROGETTO DI PIANO D’AREA, AMBITI DI PIANIFICAZIONE:
sono riportati i tre livelli di pianificazione previsti sia a scala intercomunale che di dettaglio: i cinque Ambiti di Pianificazione Concertata e Coordinata, i sette Progetti d’Area Integrati e i diciannove piani attuativi. I tre diversi livelli di pianificazione devono vedere promotore l’Ente Parco, con la collaborazione dei Comuni interessati e l’adozione degli strumenti e delle procedure urbanistiche più adeguati e efficaci rispetto alle finalità del Piano del Parco. In particolare i progetti d’area integrati dovranno essere di iniziativa diretta dell’Ente Parco, in quanto comporteranno le necessarie prescrizioni per la redazione dei piani attuativi.

TAV. 10 (10a - 10b - 10c - 10d - 10e - 10f - 10g - 10h), ANALISI DI APPROFONDIMENTO TEMATICO, INDIVIDUAZIONE DELLE EMERGENZE TERRITORIALI:
sull’intero territorio degli undici comuni e, più in dettaglio del Parco, è stato effettuato un rilievo diretto di tutte le emergenze di tipo territoriale, così articolate: zone di rilevante valenza fisico- naturale, zone e elementi di rilevante valenza paesistica e storico-culturale, sistema insediativo urbano e rete infrastrutturale, sistema della fruizione, aree di proprietà pubblica, ambiti e elementi di criticità. L’insieme delle emergenze è costituito da 98 categorie e ha comportato l’individuazione di parametri di valutazione relativi alle risorse da analizzare. L’analisi sul campo, della quale la cartografia in scala 1:10.000 rappresenta un momento di sintesi, ha consentito di redigere anche un dossier fotografico molto analitico e esemplificativo delle caratteristiche del territorio in esame. Il contributo di tale analisi è stato fondamentale non solo ai fini della definizione della zonizzazione e del sistema della fruizione, ma anche della necessità di avere un punto di partenza aggiornabile nel tempo per registrare tutte le modificazioni che avverranno sul territorio.

TAV. 11 (11a - 11b - 11c - 11d - 11e - 11f - 11g), ZONIZZAZIONE:
la necessità di una gestione più diretta e efficace del territorio e delle indicazioni del Piano ha richiesto di dettagliare meglio a una scala più idonea, 1:10.000, l’intera zonizzazione. Ciò al fine di garantire una più corretta applicazione di tutte le prescrizioni del Piano.

TAV. 12 (12a - 12b - 12c - 12d - 12e - 12f - 12g), FASCE DI RISPETTO AI SENSI DELLA L.R. 56/77:
la necessità di individuare in dettaglio le fasce di rispetto dei corsi d’acqua, con riferimento all’art. 29 della L.R. 56/77, ha portato all’elaborazione delle tavole in oggetto alla scala ritenuta più idonea 1:10.000.

TAV. 13 (13a - 13b - 13c - 13d - 13e - 13f - 13g), FASCE DI RISPETTO AMBIENTALE:
la necessità di individuare in dettaglio le fasce di rispetto ambientale dei corsi d’acqua ha portato all’elaborazione delle tavole in oggetto alla scala ritenuta più idonea 1:10.000.

TAV. 14 (14), TUTELA DEL SIC ZPS - AREE OMOGENEE :
la necessità di individuare aree omogenee per la redazione dello Studio di Incidenza ha portata all'elaborazione delle tavole in oggetto alla scala ritenuta più idonea 1:35.000.

     

Tutti i documenti e gli elaborati grafici presentati in queste pagine sono tratti dai documenti ufficiali del Piano d’Area del Parco Piemontese Della Valle del Ticino, elaborati dal gruppo di ricerca del Politecnico di Milano - Facoltà di Architettura – dipartimento B.E.S.T.

Lo Studio di Incidenza e la TAV. 14 sono stati redatti dal Gruppo di lavoro dell'Ente Parco: Dr. Boffino, Arch. Perroni e Geom. Ravizzoni.

Tutti i documenti citati possono essere scaricati nella versione completa (Conforme a quella approvata dal Consiglio Direttivo).

La giunta Esecutiva del Parco del Ticino nel pubblicare il materiale del Piano d’Area vuole dare a tutti i cittadini la possibilità di prendere visione del lavoro svolto, ma ribadisce che i documenti inseriti nel presente sito web (anche se predisposti con la massima cura) non hanno valore legale.

I documenti ufficiali consultabili da tutti saranno disponibili presso la sede del Parco del Ticino a villa Picchetta a Cameri.

     
Il Vice Presidente
Arch. Paolo Gambaro
     
     
     
     
Per qualsiasi informazione scrivete a questo indirizzo : pianoarea@parcodelticino.pmn.it

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