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ENERGIA
DAL SOLE
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| IL PARCO PROMUOVE DUE IMPIANTI
FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA RISPETTIVAMENTE
AL MULINO VECCHIO
DI BELLINZAGO E PRESSO IL CASONE DI POMBIA. |
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Lo scorso mese di ottobre
l’Ente di Gestione Parco Naturale Valle del Ticino ha approvato
due progetti a livello definitivo riguardanti altrettanti impianti
di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e più precisamente
fotovoltaica. Tali progetti rientrano nell’ambito degli interventi
"Strategici" in
materia energetico ambientale così come definiti dalla
Regione Piemonte, la quale con uno specifico bando conclusosi
il 15 ottobre
scorso intende cofinanziare sul territorio regionale.
Il Mulino Vecchio
di Bellinzago ed il complesso del Casone
di Pombia sono i siti individuati per l’installazione dei
due impianti di produzione di energia elettrica ad emissioni
zero e pertanto perfettamente
compatibili con l’ambiente naturale che caratterizza tali
luoghi.
La produzione di energia con i pannelli fotovoltaici avviene per
mezzo della trasformazione della luce solare in energia elettrica
in corrente continua ad opera delle celle fotovoltaiche.
Il collegamento di queste celle in pannelli e quindi in stringhe
permette di raggiungere un valore di energia tale da poter essere
impiegato negli usi comuni. Grazie infatti ad un dispositivo di
conversione (Inverter) la corrente continua proveniente dal campo
fotovoltaico,
così si chiama l’insieme dei pannelli, viene trasformata
in corrente alternata a 220/380 Volt, come quella comunemente in
uso nelle abitazioni.
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Questi impianti andranno collegati in parallelo
alla rete di distribuzione dell’energia, in questo modo potranno
operare in regime di scambio, ovvero:
- nei momenti in cui la produzione di energia supera l’autoconsumo,
la parte eccedente viene ceduta alla rete (Enel),
- viceversa quando la produzione dai pannelli fotovoltaici è inferiore
al fabbisogno della struttura, ad esempio nelle ore serali, la
carenza viene acquistata.
In altre parole la rete di distribuzione dell’energia fa
da accumulatore per i produttori di energia fotovoltaica in regime
di scambio. Va ricordato che alle condizioni attuali l’energia
viene scambiata alla pari, un kWh ceduto vale
tanto quanto un kWh acquistato da Enel o altro
distributore. |
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L’impianto previsto
al Mulino Vecchio di Bellinzago avrà una potenza nominale
di 6,12 kW, e permetterà di produrre annualmente circa 6.700
kWh grazie a 36 pannelli orientati a sud con un’inclinazione
di 30 gradi che complessivamente occuperanno una superficie di
circa 46 metri quadrati.
Grazie a questo impianto potranno essere evitate emissioni in atmosfera
per 3,5 tonnellate annue di anidride carbonica (sono circa 2.000
metri cubi!), e saranno risparmiate 1,474 tonnellate equivalenti
di petrolio sempre su base annua. L’impianto ha una previsione
di durata almeno trentennale con un rendimento dopo tale periodo
pari ad almeno l’80% di quello iniziale.
L’impianto, che sarà integrato nella copertura di una
struttura scenica di nuova realizzazione, andrà a completare
l’area pubblica di intrattenimento alle spalle del Mulino Vecchio,
come si può osservare dal seguente fotomontaggio.
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L’impianto in previsione
presso il Casone di Pombia avrà una potenza nominale di
18,36 kW, e permetterà di produrre annualmente circa 20.000
kWh grazie a 108 pannelli orientati a sud con un’inclinazione
di 30 gradi che complessivamente occuperanno una superficie di
circa 138 metri quadrati.
Grazie a questo impianto potranno essere evitate emissioni in
atmosfera per 10,4 tonnellate annue di anidride carbonica (sono
circa 6.000
metri cubi!), e saranno risparmiate 4,4 tonnellate equivalenti di
petrolio sempre su base annua. L’impianto ha una previsione
di durata almeno trentennale con un rendimento dopo tale periodo
pari ad almeno l’80% di quello iniziale.
L’impianto sarà integrato in una copertura multifunzionale
che permetterà di essere impiegata sinergicamente con gli
usi del complesso del Casone e del Mulino Simonetta, come si può osservare
dal fotomontaggio che segue. |
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Grazie all’impiego
di pannelli fotovoltaici semitrasparenti, strutture portanti con
colorazioni neutre, elementi vegetali di mascheramento e materiali
naturali di provenienza locale per la realizzazione dei piani di
calpestio si intende limitare ulteriormente l’impatto dei
due impianti di per sé già ecocompatibili. Nell’ipotesi di accoglimento delle domande relative al bando
Regionale, ottenute quindi tutte le autorizzazioni necessarie, tali
impianti potranno entrare verosimilmente in esercizio nella primavera
del 2006, fornendo un consistente vantaggio economico sulla spesa
corrente dell’Ente Parco relativamente alla voce energia elettrica:
circa 5÷6.000 € annui.
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