La Lontra
eurasiatica Lutra lutra ha un areale
di distribuzione che comprende l'Europa, l'Asia Minore, la Siberia
ed il Nord Africa. Nei paesi centro europei la Lontra è rara o
in forte decremento numerico ed è inclusa nella lista rossa dell'International
Union for Conservation of Nature and Natural Resources (I.U.C.N.). In
Italia la Lontra è attualmente una delle specie di mammiferi più minacciata
di estinzione; essendo un'entità faunistica tipica degli ambienti
acquatici, risente delle modificazioni ed alterazioni che negli ultimi
anni hanno caratterizzato i corpi idrici italiani: l'inquinamento delle
acque, il diboscamento delle rive, le canalizzazioni dei fiumi e la caccia
indiscriminata sono i maggiori responsabili della scomparsa della specie
in molti territori o della frammentazione delle popolazioni rimaste con
conseguente isolamento genetico.
Le popolazioni più importanti di Lontra
allo stato libero sono presenti in Basilicata (fiumi Agri
e Basento), Lazio e Toscana (fiume Fiora) e Campania (fiumi Sele
e Calore). La consistenza totale della popolazione di Lontre
selvatiche italiane è stata calcolata in circa settanta
unità (Prigioni 1986).
I Centri italiani di allevamento delle Lontra in cattività sono
attualmente:
l'Ente di Gestione del Parco Naturale Valle del Ticino;
il Parco Faunistico " La Torbiera" di Agrate Conturbia;
la Riserva Naturale Regionale " Lago di Penne" (PE);
la Riserva Naturale "Valle dell' Orfento" di Caramanico
Terme (PE).
Nel territorio del Parco Piemontese del Ticino le ultime due lontre
sono state catturate nel 1950 e nel 1974. Il tempo intercorso tra
questi abbattimenti testimonia che la popolazione già 15-20
anni fa era molto rarefatta. Le indagini effettuate nel 1983-85
hanno sempre dato esito negativo circa la presenza di lontre libere.
Nonostante questo la Valle del Ticino costituisce ancora un habitat sufficientemente
adatto alla specie grazie alla varietà di ambienti umidi presenti
all'interno dell'ampia fascia boschiva fluviale.
Il
Progetto Lontra del Parco del Ticino Piemontese, sponsorizzato
dalla Akzo Nobel Chemical, è iniziato nel 1988 e si prefigge
come scopo lo studio della Lontra in cattività finalizzato
alla reintroduzione della specie nella Valle del Ticino.
L'area su cui sorgono i recinti del Centro
Lontre si trova in località Bosco Vedro nel Comune di Cameri
(NO); ha una superficie di 23.600 mq. di cui 9.200 mq. occupati da quattro
laghetti con acqua risorgiva circondati da vegetazione igrofita. L'ampiezza
del recinto, la naturalità della zona, rendono questo centro unico
in Europa e consentono di ottenere situazioni ideali per lo studio del
comportamento degli animali in condizioni di semilibertà, permettono
inoltre ill rinselvatichimento degli esemplari prima della loro liberazione
in natura. L'ottima riuscita della riproduzione conferma la validità di
questo sistema di allevamento.
La prima coppia di Lontre è stata immessa
il 20 Marzo 1989; negli anni successivi sono nati sette cuccioli,
alcuni dei quali sono stati dati in affidamento ad altri centri.
Per le qualità delle strutture offerte il Centro Lontre
Bosco Vedro assume notevole importanza nell'ambito internazionale
ed offre la possibilità di sviluppare studi coordinati con
altri centri scientifici europei e di ospitare ricercatori stranieri
interessati a studi sulla lontra.
Attraverso lo studio degli animali in cattività si sono ottenuti
importanti risultati riguardanti la biologia degli animali; si è inoltre
acquisita una notevole esperienza nell'allevamento, nella manipolazione
e nell'anestesia delle Lontre. Uno Studio di Fattibilità della
Reintroduzione, che interessa l'intero territorio del Parco Piemontese
e Lombardo, è in fase conclusiva; tramite la determinazione dei
fattori limitanti la sopravvivenza della Lontra quali disponibilità limentari,
inquinamento delle acque, copertura vegetale delle rive dei corsi d'acqua,
disponibilità di siti adatti per la costruzione di tane, disturbo
antropico, si è valutata l'idoneitá ambientale del Ticino
e dei corsi d'acqua secondari. Questo studio ha sino ad or a confermato
che la Valle del Ticino presenta caratteristiche ambientali favorevoli
ad ospitare una popolazione di Lontre composta da circa sessanta esemplari.
La fase conclusiva dello studio prevede la liberazione di almeno tre
coppie di Lontre entro la metà del 1998, si potranno così ottenere
dati sulla dispersione degli animali nel territorio e verificare l' effettiva
possibilità di vita nell' ambiente naturale. Se anche queste condizioni
saranno soddisfatte, si potrà procedere nei prossimi anni alla
reintroduzione vera e propria.
Il giorno 22 agosto 1997, nell' ambito del rilascio sperimentale, è stata
liberata la prima coppia di Lontre in località Bosco Vedro
del Comune di Cameri (NO). Gli animali si sono ben adattati, si
nutrono autonomamente cacciando i pesci nelle numerose acque secondarie
della zona e marcano attivamente la zona per segnalare la loro
presenza e delimitare il territorio. Gli animali liberati, come
anche quelli da rilasciare in seguito, provengono direttamente
dal Centro di Allevamento Lontre del Parco e da altri Centri: Torbiera
di Agrate Conturbia e Centro Lontre di Caramanico della Forestale
che collaborano a questa iniziativa nell'ambito delle attività promosse
dal Gruppo di Lavoro Lontra Italia.
Il "Gruppo di Lavoro Lontra Italia" si è costituito
nel Dicembre 1992, di esso fanno parte alcuni ricercatori ed Enti,
fra cui il nostro, impegnati in diversi modi nella conservazione
della Lontra. Questa iniziativa ha lo scopo di coordinare le varie
attività svolte in Italia, rendere più operativa
la collaborazione tra i vari centri ed offrire la possibilità a
coloro che intendono avviare nuove iniziative di confrontarsi e
integrarsi con quelle esistenti. Nel 1996 è stato stipulato
un protocollo d'intesa con il Parco del Ticino Lombardo che collaborerà alla
realizzazione del nostro progetto che, ovviamente, inetesserà l'intera
vallata del fiume. Il Parco Lombardo si doterà di strutture
proprie da utilizzare nell' ambito del Progetto di Reintroduzione
predisposto e gestito dal Parco Piemontese.
L'iniziativa del Parco Piemontese rappresenta un progetto pilota, a livello
italiano, poiché è la prima volta che, nella nostra nazione,
si sperimenta il delicato processo di reintroduzione di un mammifero
come la Lontra. L'esperienza che sta attuando il Parco potrà,
nell'immediato futuro, servire per altre iniziative analoghe sia in zone
dove la specie si è estinta sia in zone dove è ancora presente,
ma necessita di un nuovo apporto di animali per aumentare la diversità genetica
delle popolazioni.
Gli animali liberati necessitano di un periodo di adattamento
al nuovo ambiente durante il quale sarebbe opportuno ridurre al
minimo le interferenze umane, si confida pertanto nella sensibilità dei
fruitori del Parco affinché non arrechino disturbo alle
Lontre che, dopo molti anni, sono ritornate nel Fiume Azzurro.
Il Progetto Lontra del Parco del Ticino Piemontese si inserisce
in una più ampia ottica di ristabilimento dell'equilibrio
faunistico e di gestione degli ecosistemi; reintrodurre la Lontra
significa ricomporre una maglia della delicata rete trofica fluviale
e, nello stesso tempo, impegnarsi in un continuo miglioramento
degli ambienti della Valle del Ticino.